tasso, bosso e poesia

COSA: i tassi di Badde Salighes
DOVE: 40°21’00″N  8°53’00″E

summer on a solitary wood

Respirare il verde denso della foresta la faceva sentire libera.
Libera da rincorse verso un parto che alla fine aveva avuto solo bisogno di silenzio, per arrivare.

Teneva gli occhi aggrappati a milioni di foglioline, lunghe poco più delle sue ciglia gocciolanti di gioia. Teresa non lo aveva mai visto un tasso. E questa prima volta sapeva di scoperta fluida che puntava dritta in pancia. Perché in certi incontri non c’è spazio per mani che si stringono timide, per epidermidi che si assaggiano piano, per odori che si mischiano come polveri di primavera. Teresa era avvolta da legno screpolato di quasi 2000 anni. E lo sentiva pulsare tra naso e vene. Ogni sussulto sgusciava fuori da quelle piccole lamine: erano piatte ma consistenti, con punte che non pungevano e con una linfa velenosa che sputava fuori vita, anziché morte. Era già tempo di tuffi e havaianas, eppure lei si sentiva brillare sotto lucine di Natale. Era rimasta immobile, davanti al più vecchio, per non si sa quanto. Che la linea morbida, tra lei e quella natura infinita, sembrava non abbandonarla mai.

le foglioline di tasso a badde salighes, in Sardegna

E quando fili bianchi di luce avevano iniziato ad attraversare quel tetto di rami e rinascite, lei si era mossa. L’erba croccante che si sbriciolava ad ogni passo si perdeva dietro l’eco di cinguettii dal sapore tropicale. Sfiorando il fogliame che riempiva la corteccia, le era venuta voglia di stringersi addosso tutta la pelle di quel tronco. Le ricordava il padre. Lo aveva abbracciato finche aveva potuto, ma non c’era riuscita a toccare, in una volta sola, quei sette metri di crosta. Aveva chiuso gli occhi, trovandoci dentro i palazzi della sua città, le curve che portavano al bosco, gli intrecci di ragnatele e bacche rosse che proteggevano il tasso.

tasso di circa 2000 anni a badde salighes, in Sardegna

All’improvviso un fracasso infernale. Teresa aveva aggrottato l’unica ruga visibile in una fronte liscia più di una tavolata di marmo. Quel solco era diventato profondo quanto lo spavento che quell’aggeggio le aveva procurato. Una specie di ghostbuster aveva appena messo in funzione un arnese fiammante che, sparando schegge d’erba tutt’attorno, aveva trasformato  la sua tuta candida nella dimora ideale per un ammasso di moscerini impazziti e grumi verdastri.

Teresa era fuggita, seguendo il cammino di felci e vuoti. Quei vuoti d’anima che tracciavano confini ormai inconsistenti. Come quel volo d’erba appena lasciato.    
Il cuore del bosco, irrorato da natura vergine e balsamo per calli del passato, si era trasformato in un viaggio corto che l’aveva inghiottita sino al collo.
Era andata a calpestare l’ombra lattiginosa del tunnel di bosso. Quella galleria sembrava non avere una fine, era la calma perfetta. Anche lì, lontano da una spiaggia solitaria, l’aria delle cose diventava irreale. Chissà a cosa pensava, Benjamin (Piercy), mentre progettava quell’oasi mezzo gallese nel cuore della Sardegna. Non era solo il padre delle ferrovie dell’isola, lui. Era anche l’uomo che nella sua villa aveva unito piante indigene ed esotiche, in quattro ettari di piacere.

tunnel di bosso a badde salighes, in Sardegna
ingresso a villa piercy a badde salighes, in Sardegna

La corsa di Teresa era terminata nella foresta di alberi da salvare. Loro ci stavano provando a nascere di nuovo, ma per troppi anni erano stati imprigionati da grovigli di chiome e fronde che avevano tolto il fiato anche agli arbusti più potenti. Qualcuno non si era risvegliato neppure col richiamo di quel sole materno. Qualche altro invece era davvero rinato: vedere quei feti di foglie di tasso smuoveva le stesse speranze di un massaggio cardiaco che plasmava battiti ormai insperati. Teresa lo aveva capito solo dopo che quell’uomo vestito di bianco, più che un acchiappa fantasmi, era un angelo di tassi.

foresta di alberi morti a badde salighes, in Sardegna
agorà dei tassi a badde salighes, in Sardegna

Prima di tornare da Giulia aveva disegnato i fiori di Badde Salighes, per lei.
La treenne era figlia del silenzio. Ma anche di colori e poesia.

fiori di campo a badde salighes, in Sardegna