salire nel bianco: è monteleone rocca doria

23 ORE: a Monteleone Rocca Doria e vicino a lei
DOVE: 40°28′18″N 8°33′38″E

una cava di tufo, un lago bambino e una vita 400 metri sopra il mare

Arrivano giorni di fresco che ancora non punge. Aria che frigge di uva schiacciata, di estate appassita, di campi pronti a riniziare. Anche loro protagonisti di bolle di vita che manco l’autunno più acerbo può spettinare. Sono giorni di un settembre agrodolce, di raggi poggiati su foglie in declino, di scricchiolii inconsueti per sorrisi e ossa.
Giorni ideali per cose mai immaginate, per posti mai visti, per muri mai palpati.
La strada è quasi vuota. Lasciata la 131, diventa vuota.
Stiamo al centro di una striscia di asfalto sguarnita di linee bianche. Ci fanno da guardia cunette ancora povere di verde. E senza accorgercene subito, da una collina senza pretese si affaccia una chiesetta che ci impone una sosta.
San Nicola di Trullas si presenta di spalle, timida e inaspettata. È un appuntamento col romanico che rimane bloccato lì, tra sterno e pancia, quasi a non volersene andare più: eppure non fa male. Anzi. Linee semplici, calcare vecchio, un dentro che resta inesplorato: eppure è un parallelepipedo unito a un semicerchio a darci quel pugno morbido sotto cuore.

salita verso san nicola di trullas, in sardegna
chiesa di san nicola di trullas, in sardegna

Ripartiamo.
I chilometri scorrono, senza fretta.  Finché la misura del tempo sembra bloccarsi del tutto.
Da lontano è un serpente che sale. Da vicino è una catena di tornanti che porta in paese. In mezzo è un senso di sbandamento provvisorio. Che in realtà è solo la prima carezza densa di un abbraccio infinito di pietra. Arriviamo su.
La messa è appena finita e alcune donne, prima di andare in pace, ci provano a trattenere nella chiesa di santo Stefano il rumore delle chiacchiere della domenica. Ma l’eco di una matassa di voci poco giovani non ce la fa a stare rinchiuso nella parrocchiale.
Camminiamo.
In quelle vie linde respirano meno di cento anime. Calpestiamo una fortezza, dribblando fascioni di erba e spine volanti. È bello ritrovarsi in un castello dei Doria senza luccichii. È come sederti in una panchina della Tate, fissare l’arte che hai davanti e portare allo scoperto sensi nascosti sotto pelle. Di quelli che manco sapevi di avere.
E poi la chiesa di sant’Antonio, le mura, un bed and breakfast immenso. È un giro disordinato e quieto insieme. E non annuncia mai quello che sta per succedere.

piazzale chiesa di santo stefano a monteleone rocca doria, in sardegna
chiesa di sant'antonio a monteleone rocca doria, in sardegna

Pietra. Tufo. Falesie.
Acqua. Lago. Quasi isole.
Somiglia a un miraggio. Non salvifico, di quelli umidi dopo un’esistenza deserta. Ma eccitante, vibrante, amplificato.
È un paesaggio che sa di finzione: come una pioggia di petali e velluto, trovarselo di fronte.
Frena il respiro, rincorre il battito, si infila dappertutto.
Ci ritroviamo sopra Su Monte, davanti a noi l’alto Temo. E poi una parete a picco, la verticalità. E un monte piatto, l’orizzontalità.
Il bianco di quelle altezze è una dichiarazione d’amore per climber esperti. Il celeste giù a valle è un invito alla lentezza per pescatori novelli.
È un piacere che stordisce, che riempie, che non finisce. È bellezza che arriva agli occhi, al sangue, al midollo. È un rapporto intimo con la natura che diventa memoria in pochi attimi.

cave di tufo a monteleone rocca doria, in sardegna
panorama da monteleone rocca doria, in sardegna

La sera, poi, è fatta per sedimentare emozioni facili, per accumulare finti sogni, per scrostare da aggettivi ovvi quel posto. Vaghiamo ancora, a Monteleone Rocca Doria, assieme al suo silenzio.
La mattina dopo decidiamo di toccare le lingue di terra che si fondono con l’acqua dolce: sono la prova benevola di quel figlio lacustre non naturale.
Anche lì c’è tanto bianco. E ancora tufo. E ancora scenari irreali. Un vecchio e un bambino pescano su lastroni chiarissimi, screpolati da sole e nuova vita.
Ci perdiamo senza paura in quello sfondo che non ha bisogno di spiegazioni, o di cornice. Questa volta ci siamo proprio entrati, in quell’opera d’arte, e non vogliamo più uscirne.

sponde dell'alto temo, a monteleone rocca doria, in sardegna

Andiamo via dopo chissà quanto.
Incontriamo curvoni e ponti; mucche che sembrano galleggiare, consapevolezze mai solcate con tanta leggerezza. Una cava di tufo, un lago bambino, una quotidianità a 400 metri sul livello del mare. Monteleone Rocca Doria è così. Oltre un miraggio.
A distanza di mesi non si scompone l’immagine del ritorno. È lassu. Lontana. È la fine di quelle zeta di catrame che connettono col mondo.

strada verso monteleone rocca doria, in sardegna
  • Monteleone Rocca Doria ♥ è qui
mappa con monteleone rocca doria, in sardegna