lu impostu

POSTO: Lu Impostu
DOVE: 40°81’90.85”N  9°68’35.64”E

di prime volte davanti a un’isola bianca.

La prima volta era stata subito dopo un Natale caldo.
Avevamo lasciato la macchina in una pozza d’asfalto che sapeva di primavera voluttuosa ma ancora troppo coperta. Le case attorno al piazzale avevano da aspettare qualche mese prima della chirurgia d’emergenza: ruggine a brandelli da soffiare via, squame di legno da ammorbidire, nuvole di umido da seccare.
L’odore selvatico era denso di alghe, di sabbia, di laguna. E di mare.

Lu Impostu era stata una folgorazione elettrica. Di quelle che senti fino all’ultimo nervo e che rimbalza dentro, infilandosi tra ricordi, sensi, esistenze. Una striscia di spiaggia tonda a metà accoglieva acqua e grazia.
Liquido e silenzio, in una baia inaspettata. Un confine inatteso, grembo di stupori dal sapore infantile e frammento nitido di trasgressioni mature.
Dolce e protetto da fili secchi da una parte.  Salato e gonfio di vibrazioni lente dall’altra.

mare e stagno a lu impostu, in sardegna

Quella epifania l’avevamo affrontata in apnea. Che ci sono visioni che ti bloccano il fiato e non lo decidi tu dopo quanto riprendere contatto con l’aria.
E avevamo deciso di amplificarne qualunque effetto, buttandoci dentro quella bellezza.
Quasi in punta di piedi ci siamo ritrovati nel bordo della costa. Il sole era alto e il tempo si era fermato. Era il mezzogiorno migliore per respirare il silenzio. A Lu Impostu.

lo stagno di lu impostu, in sardegna

Un ciuffo di capelli verdi dondolava beato in quella placenta di iodio e carezze.  
Una prima volta per sentirsi grandi nel cuore di un paradiso. Un assaggio che era sembrato quasi incompleto: come se denti e lingua non bastassero per ingoiare quella fetta di vita.

rocce e mare a lu impostu, in sardegna

Per mettere a nudo ogni pensiero, anche il più impacciato ci eravamo allora incantati sulla sequenza di onde impalpabili. Una distesa di blu che diventava azzurro e poi turchese e poi cobalto e poi carta da zucchero e poi zaffiro e poi celeste. Nel celeste immobile si sbloccava ogni inibizione. Era quello il momento. Quel preciso momento sarebbe diventato ricordo. Sarebbe diventato il ricordo della prima volta al mare di  Lu Impostu. 

sabbia e mare a lu impostu, in sardegna

E poi era arrivato il momento di sentire di nuovo i tic dei secondi, anche se sottovoce. Il cuore doveva ripartire. Con una scossa pronta a sbriciolare quella brezza da sogno.  Come un ago quasi invisibile che anziché sgonfiare in agonia un pallone pieno di elio, lo attraversava all’impazzata. Liberando dal palloncino petali di gelsomino e leggerezza.
Era bastato guardare l’isola bianca. La luce d’inverno addormentava Tavolara. E sentirla pulsare dentro un freddo metallico intervallato da raggi lattei, era il piacere giusto per tornare alla realtà.

la spiaggia di lu impostu, in sardegna

Andando via ci avevano guidato le nuvole. Così basse e turgide da portarci dritti verso un altro mondo di stelle filanti.   

tavolara, vista da lu impostu, in sardegna
  • LightTravel: dedica del tempo a tavolara, è sublime vederla anche da lontano
  • LifEscape: avvicinati alla riva dello stagno, è una miscela di toni e odori e visioni che restano dentro
  • lu impostu ♥ è qui
mappa della spiaggia di lu impostu, in sardegna