il mare basso

MOMENTO: un temporale estivo
POSIZIONE: 40° 1’ 42.65” N 8° 24’ 31.01 E

Di angurie e godimenti. Quando piove a Putzu Idu.

Avvicinandoci alla costa, sopra di noi, il celeste leggero diventa grigio denso. Peppino, che vende le angurie sul ciglio della strada, conosce fin troppo bene i colori delle nuvole. Sta sparecchiando quei palloni verdi da un banco di legno appassito e debole, per il peso da sopportare. Ne trasporta quattro alla volta. Li prende con le mani immense, i polpastrelli di marmo si incollano ai gusci striati. E poi, con un movimento inarrivabile per qualunque altro umano, riesce a farsi scivolare anche quelli più grandi lungo il braccio, nero sopra e bianco sotto, per un sole preso per sbaglio, tra un’ombra e l’altra. Li tiene incastrate sui gomiti e, con un’altra mossa ancor più eroica, ne prende altri due che tiene sui palmi rivolti all’insù, prima di sistemarli sul cofano vestito di buste di plastica nera, della sua 127 amaranto.

Arriviamo al mare dopo mezzogiorno, che il cielo frizzante delle 8 d’inizio giugno ci piace vederlo attraverso gli scurini appena aperti. Con un lenzuolino di cotone appena poggiato addosso e l’aria di sale già impressa nella pelle. A distanza.

La spiaggia è quasi vuota, quasi fredda, quasi nera. E l’acqua è più turchese di sempre. I resti di giochi finiti troppo presto si mischiano alle alghe secche che volano sui castelli distrutti. Odore di pioggia e vento s’incastra sul profumo di crostacei appena rigirati su un barbecue fortunato. Onde ancora calme arrivano dall’orizzonte e si bloccano su un bagnasciuga brillante di quarzo. Qualche goccia dall’alto inizia a cancellare sorrisi.
E il liquido ci avvolge ogni senso.

mare di putzu idu, in sardegna
nuvole sulla spiaggia di putzu idu, in sardegna

Le palme diventano voci assordanti, il respiro del mare si fa asmatico e potente, i pochi ombrelloni sopravvissuti rotolano su quel deserto di sabbia che s’infila nei nostri nasi.  Sbatte sulle nostre palpebre. Raschia sul nostro desiderio di estate. Corriamo senza fiato per farci proteggere da un gelato al limone, nel baretto sulla spiaggia. Coperti da canne intrecciate e cappucci di nylon mangiamo tutto quell’infinito. L’acqua resta sola. Solissima. Vele, tavole, kite abbandonano la loro casa. Che a volte fa un po’ paura, anche lei. Barche e barchette dondolano su una ninna nanna velenosa. Ma senza marinai non posso curare la solitudine turchese. Quel buio in pieno giorno resiste poco.

vento a putzu idu, in Sardegna
vento sul lungomare di putzu idu, in Sardegna

Un attimo. Il tempo di uno spavento. Qualche villeggiante, di lingua italiana, avverte parenti e amici di una forse imminente fine del mondo. I cellulari li salvano da addii non annunciati.  

Un attimo. Il tempo di un godimento. Una coppia bianca come il latte, cammina sotto quella nube impazzita, a metà tra il mare e l’asfalto. Sono appena scesi da un camper con targa francese che sembra avere la stessa età della 127 amaranto. Eppure loro di anni ne avranno massimo sessanta, in due. Lei tiene stretto alla pancia, con la mano destra, un telo consumato, di quelli che non asciugano più nulla, ma difficile da buttare via. Se lo stringe in grembo per non bagnarlo. Eppure lo sa, che fra poco diventerà gonfio di granelli umidi. Si aggrappa al braccio di lui. Che regge un ombrello giallo gigante. E con l’altra mano stringe un sacchetto di carta che profuma di carasau e crudo. Ridono.

Un attimo. Il tempo di un giro di giostra mancato. Torniamo verso la macchina. Passiamo davanti al luna park. Una Minnie sverniciata piange ruggine vecchia.  Neon spenti, silenzio da apnea e un cielo che piano torna blu.

Ci sono giorni che Putzu Idu è bella come il sole. Anzi. È bella come una nuvola nera che svuota un mare basso e racconta l’anima più vera dell’isola.

Rientrando ci siamo fermati da Peppino. Era ancora lì. Chiuso dentro la sua 127 amaranto, ma era ancora lì. Siamo andati via con sette chili di polpa rossa.

quasi tempesta sul mare di putzu idu, in Sardegna
  • lighTravel: per il gelato al limone vai alla gelateria “al gusto”, all’inizio del lungo mare, arrivando da Su Pallosu
  • lifEscape: per goderti anche l’acqua dolce lascia il mare e attraversa la strada, magari trovi anche i fenicotteri a bagno nello stagno
  • putzu iduè qui.
mappa con Putzu Idu, in Sardegna